Avendo provato la beta del multiplayer di Doom, tanto tempo fa, mi ero incuriosita da matti. Infatti non mi era dispiaciuto per niente, fps frenetico e divertente al punto giusto.
Nonostante questo non me la sono sentita di comprarlo a prezzo pieno, ed è per questo che ho deciso di acquistarlo tempo dopo a prezzo ribassato (esattamente 30 € usato).
Dopo tanto tempo finalmente sono riuscita a terminarlo e ho pensato bene di farvene una recensione. Vediamo come se l’è cavata Bethesda!

 

FRENESIA PORTAMI VIA

Il gameplay è caratterizzato da parti di esplorazione a parti di sparatoria a ‘ondate’. All’inizio le ondate saranno scatenate da noi stessi, dopo aver distrutto i loro nidi, mentre andando via, via con la storia i mostri copriranno zone nelle quali avremo punti di interesse come computer da attivare/disattivare, leve da azionare, oggetti da distruggere. Mentre l’esplorazione è il momento di calma e di incontri sporadici con nemici poveri di energie, le sparatorie e l’azione invece sono momenti di follia e frenesia pura: ogni demone avrà una caratteristica che lo contraddistingue e che quindi lo rende più debole contro alcune e più forte contro altre armi del nostro arsenale. Grazie anche alle descrizioni dei demoni che potremo consultare nel menù di gioco, avremo la possibilità di capire quale strategia utilizzare in determinate situazioni, in modo da ridurre velocemente il numero di demoni che infestano le zone.

All’inizio questo meccanismo potrebbe risultare ripetitivo e a tratti noioso, ma vi assicuro che andando avanti nel gioco, la difficoltà aumenterà e le sparatorie non saranno più così brevi; vi verrà automatico non prenderle più sottogamba e studierete al meglio la tattica da usare, soprattutto se vi sono poteri nei paraggi (tra Berserk, Danni quadruplicati, Velocità aumentata e Immunità momentanea), penserete bene a quando raccoglierli per poterli sfruttare al meglio. In pratica più sarà complicato e più vi divertirà.

 

GRAFICA E AMBIENTAZIONI TRA CALI DI FRAMERATE

Devo dirlo: graficamente è molto particolareggiato e i colori sono molto accesi, le texture decisamente dettagliate, ma le ambientazioni sono veramente poco differenti tra di loro. Ok che siamo su un pianeta rosso e ok che dobbiamo liberare una base intera dai demoni, ma l’alternanza tra loro effettuata così mi ha lasciato un po’ perplessa: tutta la prima parte di gioco è sviluppata all’interno (e qualche volta l’esterno) della base, dopodiché verremo catapultati negli inferi tra platform sospesi in aria e labirinti interni, poi di nuovo nella base, poi di nuovo negli inferi… insomma, non c’è stata una gran differenza. Ma, nello stesso tempo, ho apprezzato tantissimo lo sforzo nel rendere più differenti possibili tra di loro le varie fasi; purtroppo però, penso che siano riusciti a differenziare (lievemente, certo) solo la parte negli inferi dove l’alternarsi di platform da vertigini pure a labirinti variopinti non ha fatto abituare troppo gli occhi agli stessi elementi e, probabilmente, si sono anche distratti grazie alle ondate di demoni alquanto brutali.

Parlando di tecnicismi, invece, non ho idea di come girasse Doom sulle altre piattaforme ma, parlando di PlayStation 4, il calo di framerate era frequente ed evidentissimo. A volte in combattimento, altre in esplorazione, il basso framerate mi ha accompagnato bene o male per tutto il gioco, prendendo a volte di mira il mio stomaco già messo a dura prova dai colori forti e dalla frenesia che caratterizzano il titolo.

 

IN CONCLUSIONE

Un gioco divertente, leggero, impegnativo quanto basta, questo Doom, un passatempo che libera un po’ la mente e tiene svegli. Certo, non ha una trama particolarmente coinvolgente e il nostro personaggio è alquanto anonimo, ma i personaggi secondari hanno quel poco di carisma che non li rende del tutto inutili e i demoni mi hanno resa ansiosa più di quanto non lo sia già.
E quante soddisfazioni mi son presa, vedendo il protagonista spaccare crani con violenza, o utilizzare parti del corpo dei demoni stessi per dargli morti dolorose.
Ultima cosa che, però, mi sento di dover segnalare, è il problema boss fight.
Infatti, i boss sono tutti concentrati nell’ultima parte di gioco; non ne incontreremo uno per ore e ore di game e questo farà si che avremo difficoltà a capire come relazionarci con loro. Ho apprezzato, d’altro canto, la scelta di mettere fasi di difficoltà, con azioni differenti e quindi necessità di cambiare il modo di affrontarli in corsa. Ma ripeto, buttarli tutti nell’ultima parte ammucchiandoli uno sopra l’altro è davvero stato un spreco.
Uno spreco un po’ come il multiplayer che, a riguardarlo adesso con il senno di poi, dopo tutto questo tempo, è veramente povero e i cali di frame lo rendono ancora più fastidioso da giocare.

 


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Author Clairessa
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Categories Recensioni
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