Alleluja! Finalmente l’ho completato. Purtroppo Assassin’s Creed Origins è stato un calvario, per me che ho poche ore per giocare a disposizione. Ma è uno dei pochi RPG di oggi che mi sono convinta a non voler lasciare in sospeso. Ho fatto bene? Assolutamente sì. Anzi, vi dirò di più: rimpiango un po’ il fatto di averlo voluto finire in fretta per non lasciarlo in sospeso, perché è un gioco veramente bello, anche nelle secondarie, ma soprattutto per l’esplorazione. Anche se in ritardo, ve ne parlo un po’!

Un mio screenshot in game – AC Origins

L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA

Quanti di voi erano stufi di giocare alla saga più amata degli Assassini, perché diventata assai ripetitiva? Quanti di voi sono rimasti legati all’unico assassino decente, ovvero Ezio? Ebbene, secondo me siamo in tanti.
Io, per esempio, sono una che ha amato a tal punto la saga, da arrivare a comprare Unity anche se i due precedenti già non mi erano piaciuti. E sono la stessa che lo ha lasciato neanche a metà. E sono sempre quella che si è rifiutata di comprare Syndacate. Ma quando all’E3 dell’anno scorso Ubisoft ha presentato Origins, mi si sono illuminati gli occhi: l’Antico Egitto! Ma siamo matti! Dovevo per forza averlo e giocarlo. Non mi aspettavo assolutamente nulla dal gioco, lo avrei preso solo ed esclusivamente per l’ambientazione da esplorare (che, siamo sinceri, è sempre stata ottima nei lavori Ubisoft, soprattutto nella riproduzione delle città in AC). Ma quello che ho trovato è stato una sorpresa. Finalmente, qualcosa è cambiato!

Un mio screenshot in game – AC Origins

GAMEPLAY

Pur mantenendo i tipici controlli di un AC qualunque, quindi senza stravolgere ulteriormente il giocatore, in AC Origins si può trovare un sistema di combattimento migliorato. I nemici non attaccano più uno alla volta, sono reattivi, l’IA sembra migliorata notevolmente, e la nostra skill dipenderà anche dalle scelte che avremo fatto nell’albero delle abilità: sviluppando una o l’altra abilità in un albero molto vasto dal quale poterle scegliere, potremo diventare formidabili combattenti, precisissimi cacciatori o utilizzatori seriali dei gadget come bombe fumogene, infuocate o velenose.
Ovviamente non poteva mancare l’assassinio con la lama celata, che però è migliorato anch’esso. A seconda del livello nel nostro nemico, infatti, non sarà più possibile ucciderlo con un colpo solo di lama, bensì lo si potrà solo ferire gravemente. Questo renderà la furtività e lo stealth più impegnativi e più ragionati.
Cosa che ho apprezzato molto è il combattimento a cavallo: in black flag il cavallo era stato tolto, mentre ora rientra in scena, addirittura viene dato anche il cammello come cavalcatura disponibile, e in sella sarà possibile effettuare combattimenti e uccisioni violente. Per non parlare della biga!

Un mio screenshot in game – AC Origins

L’AMBIENTAZIONE

Che dire, su questo punto? Nulla, se non: eccezionale. La mappa non è vasta, qualcosa di più. L’esplorazione è fondamentale e addirittura, di tutta la mappa enorme che abbiamo a disposizione, la storia principale ci farà visitare neanche metà di quello che potremmo realmente vedere. Le secondarie nascoste ci permettono di vedere posti nei quali non potremmo mai accedere.
I tesori nascosti nelle piramidi ci fanno entrare al loro interno e ci fanno vivere alcune strategie per tenere lontani i ladri dagli ori e dalle mummie. Le luci e le ombre sono studiate come non mai, una rappresentazione super realistica dell’Egitto in un videogioco solo. È per questo che al gioco di AC Origins è stata affiancata una modalità completamente priva di nemici e combattimenti, chiamata Discovery, che ci permetterà di visitare l’Antico Egitto come se fossimo in un tour guidato, in un documentario, con tanto di spiegazioni sulle architetture e racconti storici. Potete vederne un assaggio qui: YouTube.
Mica male come cosa, no?

Un mio screenshot in game – AC Origins

LA STORIA E I PERSONAGGI

Vestiamo i panni di Bayek di Siwa, un Medjay (un vecchio ordine egiziano nubiano che era diventato obsoleto sotto il dominio dei Tolomei greci, Assassin’s Creed Wiki) che ha il compito di proteggere la popolazione; siamo sposati con Aya, una Medjay e combattente a sua volta. Purtroppo il loro bambino viene ucciso per mano dei potenti, l’Ordine degli Antichi, e questo porta i due a un vortice di emozioni, dolore, rabbia, voglia di vendetta, che li brucerà dall’interno e che li porterà verso il cambiamento che in quell’epoca ci fu in quel del Mediterraneo.
La loro storia, infatti, è stata perfettamente incastonata con la storia vera e propria, con i fatti realmente accaduti che tutti studiamo a scuola: Cleopatra, Cesare, Bruto sono solo alcuni dei personaggi storici che rientreranno nelle nostre missioni. La loro rabbia porterà l’intera regione in una vortice di morte e sangue. In pratica, i due protagonisti non seguiranno più il Credo degli Assassini che siamo stati abituati a seguire nei titoli precedenti, bensì un loro Credo personale, la brama di vendetta e la voglia di liberare l’anima del loro bambino per lasciarla passeggiare in pace nei campi dei giunchi (come vuole la tradizione e la credenza dell’Antico Egitto, ndr).
Questo dettaglio, in realtà, un po’ mi ha fatto vacillare. Se infatti siete legati alla saga degli assassini come me, potrete capire il mio dissenso. Giocare l’intero titolo sapendo che tutto è partito da una questione personale non è il massimo, un po’ perché i personaggi guidati dalla rabbia non sono poi così simpatici, ma soprattutto perché non è mai ben chiaro il motivo effettivo, finché non lo si capirà a gioco completato. E lì, infatti, mi sono ricreduta.
La narrazione è eccezionale, a ripensarci, i dettagli sono nascosti alla perfezione e solo andando avanti e ascoltando i dialoghi dei due tra loro, da soli o con altri personaggi saremo in grado di capirne la profondità e il perché, da lì, nacquero gli Occulti, conosciuti dopo come Assassini.
Vi starete chiedendo, come ho fatto io, che aggancio ci sia con il nostro mondo e con l’Animus. Ebbene, è difficile riuscire a riproporre un filo narrativo nel presente, dopo i tentativi falliti dei precedenti titoli e dopo Desmond. Ci verrà sempre difficile affezionarci a un nuovo operatore dell’Animus che non sia Desmond perché siamo cresciuti con lui e i suoi rimpiazzi sono stati pessimi. Ma qui abbiamo, forse e dico forse, una ragazza, cocciuta e forte, che vuole assolutamente trovare il suo posto nel mondo (o forse solo nell’Abstergo, chi lo sa) e che sfodera quindi un carattere più deciso rispetto ai suoi predecessori, compreso Desmond che, invece, nella situazione ci si era trovato e non lo aveva voluto. Vedremo come procederà.

Un mio screenshot in game – AC Origins

ULTIME OSSERVAZIONI

Una cosa che vorrei sottolineare è che, con la vastità di cose da fare e della mappa, è stato per me inevitabile scontrarmi con scene assai divertenti e ilari che strapperebbero un sorriso a chiunque. E non sto parlando solo di bug, immancabili in un gioco Ubisoft soprattutto se di queste dimensioni, ma proprio dal comportamento assurdo degli NPC, o dalle scene di realtà quotidiana rappresentate e scovate mentre si esplora.
Il crafting delle armi è possibile e a volte necessario se un’arma ci piace particolarmente e vogliamo tenerla a lungo, e il bello è che possiamo trovarle davvero ovunque, come tesori, come drop di nemici o come ricompense dopo una missione eseguita con successo.
L’utilizzo di Senu, la nostra aquila, è migliorato ed è fondamentale per scovare materiali utili al crafting; anche se Senu è fondamentale per qualsiasi cosa, compreso il beccare i nemici per renderli vulnerabili nel combattimento, o per cacciare determinate prede per recuperare materiali.
La modalità foto? Vogliamo parlarne davvero? Con ambientazioni come questa, come non si fa a non usarla? l’applicazione dei filtri stile Instagram forse è un po’ eccessiva ma si possono ottenere schermate di gioco davvero uniche e super personalizzate.
AC è stato uno dei titoli con i cavalli meglio riusciti nella storia dei videogiochi, secondo forse solo a Red Dead Redemption per realizzazione grafica, ma come realismo non ha eguali: un cavallo non è un auto, e la sua reazione all’ambiente circostante è fondamentale, in più i movimenti dell’animale dovrebbero essere fluidi, e non rigidi come carrozzeria. Vi ho sempre detto che un gioco dove ci sono cavalli, è un bel gioco, no? È così!
Purtroppo, e me ne rammarico, non posso parlarvi dell’online perché, oltre all’aver incontrato qualche assassino morto in giro e a dover scoprire e scovare chi fosse stato a ucciderlo, non ho fatto, non ho partecipato alle missioni online e quindi non posso effettivamente dare una mia opinione a riguardo. Ma solo il fatto che sia sempre aggiornato e che continuino a caricare contenuti, mi pare una cosa positiva. No?

Per tutto il resto, invece: FUOCOOOOO!

 


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Author Clairessa
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Categories Recensioni
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