Dopo un periodo tristemente privo di recensioni interessanti, torniamo a bomba con un reboot di un gioco uscito sviluppato dalla Future Games nel 2003 e pubblicato dalla Power Up nel 2004, Black Mirror.
Re-distribuito verso la fine dello scorso novembre, Black Mirror mi ha interessato subito e ho voluto giocarlo immediatamente; non me ne sono pentita, ma per certi versi mi aspettavo qualcosa di più.
Vediamo perché.

 

LA TRAMA

Dopo la tragica e misteriosa morte di suo padre John Gordon, David Gordon visita per la prima volta il vecchio castello di famiglia per sistemare le scartoffie riguardo le proprietà lasciategli in eredità. Ma, una volta giunto, conosce sua nonna e parte della servitù al servizio dei Gordon, scoprendo pian, piano segreti e misteri che circondano le mura e le persone stesse.
I segreti che hanno spezzato la sanità mentale di molti Gordon, compreso suo padre, cominciano così a tormentare il povero David che, soffrendo fin da piccolo di sogni e incubi a occhi aperti, inizia a pensare di essere destinato a impazzire e morire anche lui.
Sarà effettivamente una maledizione, lanciata sui Gordon, a tormentare la famiglia da generazioni? Oppure è qualcosa di più, magari legato alle persone che hanno circondato e che circondano la famiglia nel castello? David, grazie anche all’aiuto di queste sue ‘visioni’, si troverà a investigare sulla situazione e a far luce sul vero mistero che gira intorno al Black Mirror.

 

ISPIRAZIONE

I creatori di Black Mirror si sono ispirati alla omonima serie di avventure grafiche gothic-horror (non alla serie Netflix, ovviamente), dandogli una intonazione più moderna. Molti riferimenti in game, invece, sono nei confronti di scrittori eccentrici come E. A. Poe e H. P. Lovecraft, grazie alle letture di alcune loro opere legate agli orrori della mente, che hanno reso l’atmosfera ancora più inquietante ma allo stesso tempo invogliando il giocatore a investigare ancora e ancora, per giungere alla risoluzione dei diversi misteri in cui si imbatte nel corso del gioco.
Purtroppo, non avendo visto la serie originale, non posso dare un parere personale, ma leggendo qui e là diverse recensioni o semplicemente alcuni commenti di diversi giocatori, mi sono resa conto che in molti si sono lamentati della poca fedeltà di rappresentazione della serie, anzi, che non vi sia nessun tipo di collegamento.
Se qualcuno di voi l’avesse vista e avesse giocato il gioco, mi farebbe piacere sapere il vostro parere.

 

GAMEPLAY, TIPO DI GIOCO, PERSONAGGI E AMBIENTAZIONI

Non mi sono resa conto di che tipo di gioco fosse effettivamente finché non l’ho provato, nonostante le diverse etichette date su Steam e su PS per descriverlo. Infatti, la terza persona e il 3d ben realizzato mi ha fuorviato, portandomi a pensare che fosse una semplice avventura action, breve ma intensa. Invece, con mia sorpresa (ma anche con un po’ di rammarico, che poi capirete) mi sono resa conto che Black Mirror è a tutti gli effetti una avventura punta e clicca, con enigmi, documenti da leggere e pieno di collegamenti da fare per arrivare alle soluzioni. Ho sempre adorato i punta e clicca e questo, con questa atmosfera gotica un po’ horror un po’ thriller, mi è piaciuto subito ma, purtroppo, ho trovato parecchio ostico l’utilizzo del mouse e del ‘clicca’ in moltissime situazioni. Per selezionare un oggetto, infatti, non basta passarci sopra con il mouse e selezionarlo, ma bisogna aspettare che esca un piccolo cerchio bianco con l’azione descritta affianco e questo accade, delle volte, in attimi di secondo, impossibilitando la selezione soprattutto se in momenti concitati e veloci come quelli delle visioni del povero David. Mi sono ritrovata più volte a cliccare talmente tanto ripetutamente che, riuscendo alla fine a selezionare ciò che desideravo, saltavo erroneamente il dialogo successivo, perdendomi dei pezzi di storia o delle frasi importanti per capirla.
Se si pensa che è un reboot, questo non dovrebbe accadere! Prima di distribuirlo, i produttori avrebbero dovuto constatare i problemi gravi del titolo ed eliminarle. È pur sempre un punta e clicca, quindi lo trovo un problema piuttosto grave, vista l’importanza dell’azione in sé.

Azzeccatissima, invece, è la scelta dei personaggi, tutti piuttosto strambi e pieni di segreti personali, difficili da decifrare e da inquadrare; grazie a essi, alcuni più di altri, l’atmosfera è stata resa ancora più macabra e misteriosa. Purtroppo la pecca c’è, impossibile notarla: uno dei personaggi, quasi fondamentali per la riuscita dell’impresa, spunta fuori dal nulla ed è difficile capire a cosa serva realmente. Per non spoilerare non dirò chi è, ovviamente, ma lo riconoscerete subito, nel caso in cui giochiate a Black Mirror.

Per quanto riguarda le ambientazioni, nulla da dire. Il castello Black Mirror è l’unico vero luogo nel quale ci troveremo a girovagare, e nonostante diventi un po’ ripetitivo il dover correre da una stanza all’altra per risolvere gli enigmi o parlare con i personaggi, ha sempre stanze diverse l’una dall’altra, facilmente riconoscibili e difficili da dimenticare e, doppio punto a favore, molte stanze si sbloccano andando via, via avanti nella storia. Diciamo che non vi sembrerà mai di essere nello stesso posto o, quantomeno, quando vi ritroverete a pensarlo, l’ambientazione cambierà e l’effetto sorpresa sarà ottimo.

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Ok, siamo arrivati alla fine. Black Mirror costa circa 30 euro a prezzo pieno su Steam, e forse non li vale effettivamente tutti. Io l’ho pagato 16 euro grazie a Instant Gaming e in realtà non penso di averli buttati. È un gioco piacevole, ti intrattiene e fa il suo dovere, a tratti è anche ilare e parecchio simpatico (bug e stranezze di vario tipo aiutano molto a far sorridere il giocatore). Non è di certo il gioco della vita, ma magari a un prezzo minore si può fare. Io lo consiglio.

 


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Author Clairessa
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Categories Recensioni
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